
Dopo un decennio abbondante passato a cazzeggiare, Besson ritrova la scintilla e firma la sua personalissima versione di Joker, raccontando la storia del povero Doug, vessato in famiglia, invalido, reietto dal mondo ma salvato da un gruppo di amorevoli quadrupedi. Come ai tempi gloriosi di Subway e Nikita, lo sfigato diventa eroe, attraversando tutte le tappe del calvario fino alla redenzione finale. Stavolta, oltre al plus quattrozampesco, ci sono tanti temi trattati/sfiorati con stile (la religione, presa giustamente a picconate, la cultura, come ancora di salvezza dalla società violenta), dialoghi impeccabili (ogni frase del protagonista potrebbe diventare una citazione/aforisma) e ovviamente la performance, da Oscar immediato, del bravo Caleb Landry Jones. Anarchico e amabile.