
Meraviglioso e terribile, originale e a suo modo geniale.
Jerzy Skolimowski, splendido 84enne, firma il suo capolavoro assoluto dopo una carriera durata oltre mezzo secolo. Se la trama richiama il superclassico Au hasard Balthazar di Bresson, EO riesce comunque a essere unico e modernissimo, nel raccontare il viaggio dell’animale, che, atarassico ma malinconico (ricorda i bei momenti passati assieme alla ragazza al circo), passa di avventura in avventura, avendo a che fare con un’umanità grottesca (i tifosi della partita di calcio), violenta (il camionista), assurda (il segmento ubertrash finale con la Huppert) e fondamentalmente inutile e buona solo a rompere il cazzo al Pianeta Terra e alla Natura, che la sopportano a fatica. La parte centrale “malickiana” è un capolavoro assoluto, ma tutto il film si lascia guardare e ricordare. Candidatura all’Oscar assolutamente meritata.