
“L’Acqua scorre sempre verso il basso”
Una società di intrattenimento compra un terreno nel villaggio di Mizubiki, nei pressi di Tokyo, per costruirci un Glamping, ma la popolazione locale, intuito che il progetto avrà̀ un impatto negativo sulla rete idrica locale, si oppone…
Ennesimo capolavoro assoluto di Ryūsuke Hamaguchi che assieme a Hirokazu Kore’eda e Shin’ya Tsukamoto, conferma di essere il più brillante dei registi e sceneggiatori nipponici, quanto si parla di live action. Potentissimo pamphlet ambientalista (nel senso letterale del termine, con la Natura che ti ammazza senza rimorsi) e difficilmente comprensibile per una larga fetta di popolazione che, semplicemente, non capisce l’ovvio (memorabile la sequenza dell’assemblea con i due esponenti dell’azienda incapaci di rispondere alle motivate, semplici e logiche obiezioni dei cittadini). Ancora più pazzesco il finale, che richiama le atmosfere di Picnic ad Hanging Rock, grazie alla sontuosa partitura della compositrice Eiko Ishibashi. Più che un film ecologista in senso tradizionale, Il male non esiste è una riflessione sul progressivo smarrimento di un sapere ancestrale. Hamaguchi osserva una comunità che conserva ancora un rapporto diretto con la terra e mostra come questo equilibrio rischi di essere cancellato non tanto dalla cattiveria degli individui quanto dall’inerzia di meccanismi economici e sociali impersonali. In questo senso il vero “male” del film non è una persona o un progetto specifico: è l’incapacità moderna di riconoscere i limiti della propria azione sul mondo. Opera rigorosa, misteriosa e profondamente giapponese nella sua concezione dell’impermanenza, Il male non esiste è probabilmente uno dei film più radicali di Hamaguchi, un’opera che rifiuta spiegazioni consolatorie e invita lo spettatore a confrontarsi con una realtà che continua a esistere ben oltre la nostra capacità di comprenderla o controllarla.Nessuna possibilità di redenzione o salvezza, un film per tempi più civilizzati.