
Godibile e intelligente affresco del Pakistan contemporaneo, stretto fra arcaiche tradizioni patriarcali e tensioni verso una modernità ancora lontana. Gran lavoro di cesello, da parte del regista e autore Saim Sadiq, sia sui personaggi, tutti credibili, che sulla messa in scena, con campi stretti e larghi che si alternano continuamente. Divertente e drammatico al tempo stesso, il film porta in scena temi e personaggi interessanti, decisamente trasversali, confermando che, al netto delle differenze di sesso/razza/religione, tutto il mondo è paese. A Cannes e in shorlist agli Oscar l’anno scorso.