JOYLAND

La famiglia Rana è guidata da un patriarca anziano che desidera ardentemente la nascita di un nipote. Questi costringe la nuora Mumtaz a lasciare il lavoro dopo che Haider, il figlio più giovane e suo marito, trova finalmente un’occupazione in un teatro di danza erotica dove si esibisce una diva transgender…
Godibile e intelligente affresco del Pakistan contemporaneo, stretto fra arcaiche tradizioni patriarcali e tensioni verso una modernità ancora lontana. Gran lavoro di cesello, da parte del regista e autore Saim Sadiq, sia sui personaggi, tutti credibili, che sulla messa in scena, con campi stretti e larghi che si alternano continuamente. Divertente e drammatico al tempo stesso, il film porta in scena temi e personaggi interessanti, decisamente trasversali, confermando che, al netto delle differenze di sesso/razza/religione, tutto il mondo è paese. A Cannes e in shorlist agli Oscar l’anno scorso.

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