JOYLAND

La famiglia Rana è guidata da un patriarca anziano che desidera ardentemente la nascita di un nipote. Questi costringe la nuora Mumtaz a lasciare il lavoro dopo che Haider, il figlio più giovane e suo marito, trova finalmente un’occupazione in un teatro di danza erotica dove si esibisce una diva transgender…
Godibile e intelligente affresco del Pakistan contemporaneo, stretto fra arcaiche tradizioni patriarcali e tensioni verso una modernità ancora lontana. Gran lavoro di cesello, da parte del regista e autore Saim Sadiq, sia sui personaggi, tutti credibili, che sulla messa in scena, con campi stretti e larghi che si alternano continuamente. Sadiq costruisce un racconto in cui quasi tutti i personaggi si trovano intrappolati tra ciò che sentono e ciò che la società pretende da loro. Biba combatte quotidianamente per essere riconosciuta e rispettata in un ambiente ostile. Haider scopre che il desiderio non segue percorsi prestabiliti. Mumtaz si rende conto che il ruolo tradizionale che le viene imposto cancella la sua identità. Persino il vecchio Abba, apparentemente simbolo dell’autorità patriarcale, rivela fragilità inattese quando sviluppa un tenero affetto per una vicina che si prende cura di lui.Divertente e drammatico al tempo stesso, il film porta in scena temi e personaggi interessanti, decisamente trasversali, confermando che, al netto delle differenze di sesso/razza/religione, tutto il mondo è paese. La grande forza di Joyland risiede proprio nella sua capacità di raccontare questioni politiche e identitarie senza trasformarle in un manifesto. Saim Sadiq osserva i suoi personaggi con empatia e delicatezza, mostrando come il dolore nasca spesso dall’impossibilità di conciliare la propria verità interiore con le aspettative degli altri. Il risultato è un film malinconico, intelligente e profondamente umano, che riflette sul significato dell’amore, della libertà e dell’appartenenza familiare senza offrire risposte semplici. Per un’opera prima, Joyland impressiona per maturità narrativa e sensibilità emotiva, confermando Sadiq come una delle voci più promettenti del cinema contemporaneo. A Cannes e in shorlist agli Oscar l’anno scorso.

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