
“C’è a chi tocca la gloria, e c’è a chi tocca un’ex puttana e un viaggio in Arizona”
Tratto dal monumentale romanzo di James Ellroy, L.A. Confidential è uno dei rarissimi noir moderni capaci di raccogliere l’eredità di Raymond Chandler senza ridursi a un semplice esercizio di stile. Curtis Hanson costruisce un labirinto narrativo complesso, ma sempre leggibile, perché ogni svolta è sostenuta dalla forza dei personaggi e da una profonda comprensione del mito oscuro di Los Angeles.Attorno ai delitti che sconvolgono la città, Hanson e lo sceneggiatore Brian Helgeland intrecciano gangster, pornografia d’alto bordo, prostitute trasformate in sosia delle dive hollywoodiane e giornalisti scandalistici, evocando l’universo morboso delle riviste scandalistiche degli anni Cinquanta. Ma ciò che rende L.A. Confidential qualcosa di più di un raffinato gioco cinefilo è la sua capacità di credere davvero nei valori del noir. Il film non utilizza l’estetica classica come decorazione nostalgica: ne recupera il pessimismo, la corruzione diffusa e la consapevolezza che la verità è sempre nascosta dietro strati di menzogne.
Straordinario il cast. Russell Crowe e Guy Pearce trovano qui i ruoli che li consacrano a livello internazionale, Kevin Spacey è perfetto nel tratteggiare un uomo sospeso tra cinismo e rimorso, mentre Kim Basinger dona a Lynn Bracken una malinconia e una fragilità che valgono un Oscar meritatissimo. E sopra tutti emerge James Cromwell, inquietante proprio perché mai apertamente minaccioso. L.A. Confidential racconta una Los Angeles in cui i confini tra potere e criminalità, tra celebrità e degrado, tra legalità e corruzione sono ormai indistinguibili. È un film seducente e crudele, elegante e disperato, capace di unire il piacere del grande racconto poliziesco alla profondità morale dei classici.