LE REGNE ANIMAL

Mentre l’umanità viene sconvolta da misteriose e inspiegabili mutazioni che trasformano gradualmente parte della popolazione in ibridi uomo-animale, un padre e un figlio (a sua volta nelle fasi iniziali della trasformazione) si mettono alla ricerca della moglie/madre, già cambiata e scomparsa dopo un incidente…
Bizzarro e interessante mix tra fantasy, sci-fi e coming of age, che parla di “inclusione & diversità” attingendo da classici vecchi (Un lupo mannaro americano a Londra) e nuovi (Sweet Tooth). Alcune metafore sono prevedibili (uomo normale ottuso e violento, animali umanissimi e empatici), ma tutto sommato il progetto funziona, specie grazie alla sublime performance della coppia padre/figlio Romain Duris/Paul Kircher, tra cui si sviluppa un’alchimia perfetta. Pur soffrendo talvolta di qualche dilatazione narrativa e di alcune sottotrame non sempre necessarie, The Animal Kingdom riesce a distinguersi nel panorama del cinema europeo recente grazie alla sua capacità di unire intrattenimento e riflessione. È un film che parla di mostri ma soprattutto di esseri umani; di mutazioni fisiche ma anche di trasformazioni interiori; di paura del diverso ma anche del coraggio necessario per accettare ciò che siamo destinati a diventare. Il risultato è una favola moderna, malinconica e avventurosa, che utilizza il fantastico per raccontare qualcosa di profondamente reale: crescere significa cambiare, e spesso il cambiamento spaventa più chi ci osserva che chi lo vive.Stupenda la OST di Andrea Laszlo De Simone, un paio di sequenze di grande impatto emotivo, mezz’ora si poteva tagliare senza rimpianti.

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