
Il cinema argentino non delude mai (come dimenticare il capolavorissimo Il Segreto dei suoi occhi?) e questo bizzarro heist-movie “fiume” (tre ore!) ed esistenzialista, che sta un po tra Kieślowski e Loach, candidato all’Oscar 2024 come miglior film internazionale lo conferma appieno. Ricchissimo di idee semplici ma efficaci (il protagonista non vuole “diventare ricco” ma semplicemente smettere di lavorare e quindi essere “libero”, i nomi di tutti i personaggi sono anagrammi che usano le stesse lettere, lo stesso attore interpreta il boss della banca e…della prigione), graziato dalla regia surreale di Rodrigo Moreno e da un cast pazzesco, picchia forte contro il capitalismo sfrenato e l’ossessione alla produttività. Certo, in alcuni punti è leeeeento, ma ci sta.