PLUTO

Che dire? Capolavoro memorabile, una di quelle opere che escono una volta ogni vent’anni.
Lo aspettavo ansiosamente dal giorno del trailer e non ha deluso, confermando il talento assoluto e cristallino di Naoki Urasawa nel raccontare storie e indagare sull’animo umano (NOTA: il manga è la rielaborazione di una storia di Osamu Tezuka con Astroboy come protagonista e già ai tempi, Tezuka sembrava indicare come minaccia principale alla pace mondiale del futuro il Medio Oriente).
Sono infatti umanissimi i robot protagonisti di questo clamoroso mix tra thriller, horror, fantascienza e giallo classico (il protagonista, Gesicht, è un robot detective che cerca di risolvere una serie di omicidi ai danni dei più potenti robot del mondo, ma è solo la punta di un iceberg profondissimo). Dissertazioni filosofiche, dilemmi etici, riflessioni sullo scopo dell’esistenza del genere umano e sul ruolo pervasivo dell’intelligenza artificiale (il manga è del 2003, rendiamoci conto), alternate ad un plot mistery ricco di colpi di scena, scary moments, suspense e personaggi indimenticabili. Come Monster, insomma, ma con un background sci-fi. Otto episodi densissimi, da un’ora ciascuno, che coprono alla perfezione l’intero manga, realizzati con una grande cura per le animazioni e un enorme rispetto per il tratto grafico dell’originale cartaceo. Nettamente la migliore serie dell’anno, non solo tra quelle animate.

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