
Passo in avanti per Emerald Fennell, che, dopo il valido (ma sopravvalutato, imho) Una donna promettente, trova la quadratura del cerchio con questo bizzarro mix tra coming-of-age e commedia nerissima, che ammicca a Barry Lydon (la “scalata sociale”) e Get Out (la rappresentazione ferocissima dei miliardari liberal, vacui e parecchio teste di cazzo). Ottimo il cast: Keoghan sguazza nella parte come un pesce nell’acqua (del resto è abituato a ruoli “atipici”, basti pensare a Il sacrificio del cervo sacro e qui qualche traccia del primo Lanthimos si vede eccome), Elordi è lo strafigo vincente ma in realtà fragile, spettacolare la coppia Richard E. Grant e Rosamund Pike, ricconi scollegati dalla realtà e applausi pure a Carey Mulligan, stavolta davvero irriconoscibile. Dura un po’ troppo, ma l’effetto wow, per una volta, tra flussi di vomito e bevute di sangue mestruale, funziona, perchè lo script è impeccabile e il finale è perfetto, sia nella forma che nella sostanza. E poi, dico, cantano Rent dei Pet Shop Boys (mai scelta fu più azzeccata e coerente) al karaoke…