UPON ENTRY

Diego è venezuelano, Elena catalana. Dopo aver convissuto a Barcellona decidono di trasferirsi negli Stati Uniti con il sogno di una nuova vita. Ma all’area immigrazione dell’aeroporto di New York qualcosa non va per il verso giusto…
Brillante dramma di impianto teatrale (quasi tutto il film si svolge in una stanza chiusa, scelta che esalta le clamorose performance della coppia di protagonisti) compatto e impietoso nel raccontare l’America odierna, lontanissima dal “sogno”, ma anzi paranoica e razzista, un luogo in cui l’abuso di potere da parte delle forze dell’ordine è pratica di ordinaria amministrazione. Script impeccabile, abilissimo nel trasformare il film da politico a personale (l’interrogatorio cui è sottoposta la coppia fa “scoprire gli altarini” del caso) e durata al bacio (80 minuti, vi voglio bene).

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