ARMAND

La madre, vedova, di un bambino, e la coppia di genitori di un suo compagno e cugino, vengono convocati a scuola perchè, pare, uno ha minacciato l’altro di abusi sessuali. Preside e insegnanti cercano di capire l’accaduto e i genitori iniziano a discutere…
Ottimo debutto alla regia per Halfdan Ullmann Tøndel (nipote di Ingmar Bergman e Liv Ullman), che firma un interessante mix tra Carnage di Roman Polanski, Monster di Hirokazu Kore-eda e ovviamente La sala professori di Ilker Çatak, “il” titolo da citare ogni qualvolta si parla di drama/thriller ad ambientazione scolastica. Prevedibilmente, i bimbi oggetto dell’indagine non si vedono, nè si ascoltano, perchè lo spunto iniziale è meramente funzionale ad una grottesca resa di conti tra adulti invidiosi, isterici e nevrotici, che paiono naturalmente incapaci di risolvere un qualsivoglia conflitto. Tøndel eccede forse, specie sul finale, in scelte troppo leggere e metaforiche, mentre brilla ancora una volta Renate Reinsve, che regala almeno una sequenza memorabile (la lunghissima ridarola che prende il suo personaggio per una decina di minuti, salvo poi trasformarsi in pianto ininterrotto). Vincitore della Caméra d’Or al Festival di Cannes e candidato norvegese agli Oscar 2025.

Lascia un commento