LA SALA PROFESSORI

Una giovane insegnante in una scuola media in cui si sono verificati dei furti decide di indagare da sola e individua un possibile colpevole: pessima idea…
Capolavoro, poco da aggiungere. Un vero e proprio thriller, ambientato però tra i banchi di una scuola e la sala professori, un microcosmo apparentemente innocuo e stabile, in realtà pronto a deflagrare e a trasformarsi in un’arena dove presidi, insegnanti, consulenti, genitori e alunni sono pronti a scannarsi senza pietà, in un crescendo di odio e rabbia. Satira feroce sulla scuola contemporanea, sul “buonismo” posticcio e ipocrita imperante, che si sbriciola alla prima occasione e sull’uso “ambiguo” della tecnologia, graziata dalla regia ultra-dinamica del bravissimo Ilker Çatak (due sequenze sono assolutamente incredibili) e dalla performance convinta della fantastica Leonie Benesch, che ricordavo giovanissima ai tempi de Il Nastro Bianco. La Germania lo manda saggiamente agli Oscar 2024 come miglior film internazionale.

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