YELLOW LETTERS

Nuovo centro per İlker Çatak dopo lo splendido La Sala Professori che vede una coppia di teatranti turca costretta a camibare lavoro dopo essere stata accusata di essere contro il Governo. Le “buste gialle” del titolo rimandano alle notifiche ufficiali con cui lo Stato comunica sospensioni, licenziamenti, provvedimenti disciplinari.
Il film è attraversato continuamente da una tensione tra teatro e cinema, tra realtà e finzione, tra esposizione e occultamento. Çatak costruisce così un discorso sottilissimo sul linguaggio stesso delle immagini e sulle possibilità politiche delle forme artistiche. L’idea più radicale del film emerge però nella gestione dello spazio. Pur raccontando Ankara e Istanbul, Yellow Letters viene girato in Germania senza alcun tentativo di mimetizzazione realistica. Berlino appare apertamente come Berlino, con la Fernsehturm visibile sullo sfondo, mentre una didascalia la definisce “Berlin as Ankara”. Lo stesso accade con Amburgo che sostituisce Istanbul. L’autore, aiutato da un ottimo cast, è convincente anche nella rappresentazione dell’implosione familiare, i cui membri, persa ogni certezza nella vita, devono cercare faticosamente di resettare la loro condizione, a volte a caro prezzo.Vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino 2026.

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