STRANGE DARLING

Una donna, ferita, fugge in una foresta, braccata da un uomo che ha provato a ucciderla dopo un inseguimento in auto…
Strange Darling è un brillantissimo thriller che si sviluppa in sei capitoli presentati in ordine non cronologico, espediente funzionale a ribaltare più e più volte la situazione, con dei colpi di scena molto ben orchestrati e “credibili”. Girato in 35mm (la fotografia è di Giovanni Ribisi, sì, “quel” Giovanni Ribisi) e caratterizzato da colori sgargianti e supersaturi, una regia ultradinamica e un montaggio impeccabile (necessario per “giocare” con la tempistica degli avvenimenti), il film rilegge e innova la tradizione del genere con coraggio ed efficacia. Mollner utilizza infatti i codici del thriller per mettere in discussione le convenzioni narrative contemporanee. La suddivisione in capitoli e il continuo ribaltamento delle prospettive trasformano il film in un gioco costruito per sorprendere lo spettatore, costringendolo ad abbandonare ogni certezza e a riconsiderare continuamente ciò che vede. L’apparente linearità dell’incipit, con una donna in fuga da un uomo deciso a ucciderla, viene progressivamente sovvertita, dimostrando come nulla sia davvero ciò che sembra. La forza dell’opera risiede proprio nella sua capacità di alternare registri molto diversi: dall’ironia della commedia romantica alla tensione del survival thriller, passando per momenti di umorismo nero che richiamano il cinema dei fratelli Coen e di Sam Raimi. Ogni svolta narrativa contribuisce a destabilizzare lo spettatore, evitando qualsiasi sviluppo prevedibile e riaffermando il valore di una narrazione frammentata e libera dagli schemi più consolidati.Bravissimi i due protagonisti, Willa Fitzgerald (La caduta della casa degli Usher) e Kyle Gallner (Scream, Smile).

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