
Pecore sotto copertura parte da un’idea apparentemente stravagante – un gregge di pecore che indaga sull’omicidio del proprio pastore – ma la trasforma in una sorprendente riflessione sul lutto, sulla memoria e sulla perdita dell’innocenza. Diretto da Kyle Balda e tratto dal romanzo Glennkill di Leonie Swann, il film segue le pecore guidate da Lily, appassionata di romanzi gialli letti ogni sera dal loro amato George Hardy, mentre cercano di scoprire il colpevole della sua morte.
L’indagine diventa presto un percorso di crescita. Attraverso personaggi come la riflessiva Mopple, custode della memoria, e l’emarginato Sebastian, il film racconta il difficile passaggio dalla sicurezza delle storie alla complessità della realtà. Il giallo funziona, ma è soprattutto il modo in cui affronta temi come la morte, il ricordo e la costruzione delle proprie convinzioni a renderlo qualcosa di più di una semplice favola investigativa.
La comicità nasce dai continui fraintendimenti con cui le pecore interpretano il mondo degli uomini, senza mai scivolare nella parodia, mentre la componente emotiva rimane sempre centrale. Hugh Jackman conferisce calore al personaggio di George, la cui presenza continua a vivere nel ricordo del gregge, ed Emma Thompson impreziosisce il cast con un ruolo breve ma incisivo. Dietro la premessa eccentrica, Pecore sotto copertura si rivela un film per famiglie sorprendentemente maturo, capace di affrontare con sensibilità il dolore della perdita e il valore dei racconti che ci aiutano a comprenderla