NO GOOD MEN

Shahrbanoo Sadat firma una commedia romantica dal forte valore politico, ambientata nell’Afghanistan del 2021 durante le drammatiche settimane che precedono il ritorno al potere dei Talebani. Interpretando anche la protagonista, la regista racconta la storia di Naru, una donna separata da un marito violento, costretta a mantenere da sola il figlio mentre lavora come operatrice televisiva in un’emittente di Kabul. Desiderosa di occuparsi di vero giornalismo, Naru ottiene finalmente l’occasione di seguire un’importante intervista a un leader talebano. Tuttavia, la sua presenza dietro la telecamera viene considerata inaccettabile e l’intervista fallisce, mentre il collega Quodrat, inizialmente ostile e profondamente misogino, la umilia assegnandole un servizio insignificante dedicato a San Valentino. Quella che dovrebbe essere una punizione si trasforma invece in un successo: le donne intervistate si confidano spontaneamente con lei, raccontando violenze, discriminazioni e soprusi che non avrebbero mai rivelato a un giornalista uomo. Il riconoscimento professionale conquistato da Naru modifica gradualmente anche l’atteggiamento di Quodrat, che inizia a rispettarne il talento e a sviluppare un sentimento nei suoi confronti. La vicenda sentimentale si intreccia però con il precipitare della situazione politica: mentre Kabul cade nuovamente nelle mani dei Talebani, i diritti conquistati dalle donne vengono cancellati e la protagonista si ritrova stretta tra la minaccia del nuovo regime e quella del marito deciso a riprendere il controllo della sua vita. Pur adottando i toni della commedia romantica, No Good Men affronta temi di grande rilevanza civile, raccontando con sensibilità la condizione femminile in un Paese travolto dagli eventi storici. Il film utilizza la relazione tra i due protagonisti per riflettere sui cambiamenti culturali, sulle discriminazioni di genere e sulla fragilità delle libertà individuali, offrendo uno sguardo autentico e quotidiano su una realtà raramente raccontata dal cinema occidentale. Il risultato è un’opera intelligente e coinvolgente, capace di coniugare emozione, ironia e denuncia sociale senza rinunciare alla leggerezza del racconto sentimentale.

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