AONTAS

Un intricato noir irlandese che si muove all’indietro nel tempo, capace di regalare due interpretazioni magistrali grazie a Carrie Crowley (The Quiet Girl) e Brid Brennan (Doineann). Ambientato in una piccola cittadina rurale, il film — diretto da Damian McCann, co-sceneggiato con Sarah Gordon — ruota attorno a una rapina andata storta, raccontata attraverso una struttura temporale invertita che rimanda vagamente allo stile di Christopher Nolan, pur restando fedele alle convenzioni classiche del genere.
Il regista dimostra un evidente gusto ludico nello smontare e rimontare una trama da classico western, capovolgendola e affidando il peso narrativo interamente alle protagoniste femminili — un vero e proprio noir al femminile, anche se lontano dagli stereotipi patinati del genere.
I limiti produttivi, certo, un po’ si sentono: mancano l’atmosfera e la texture visiva tipiche del noir, sacrificate a favore di un impianto essenziale fatto di ambientazioni spoglie e primi piani serrati sulle interpretazioni — merito anche del montaggio di Sorcha Nic Giolla Mhuire, che gestisce con cura i continui salti temporali. Ma è proprio questa scelta a lasciare campo libero alle attrici, che riescono a trasformare un esercizio di stile cinematografico in un piccolo film capace di conquistare il pubblico — anche quando alcuni tasselli della trama non tornano perfettamente, il piacere resta tutto nel seguire il gioco narrativo fino in fondo. Candidato all’Oscar 2027 come miglior film internazionale dall’Irlanda.

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