
Potentissimo.
Fabrice Du Welz riprende, con licenza artistica, un episodio di cronaca nera tra i più agghiaccianti mai avvenuti in patria, immergendosi in un racconto denso, angosciante, senza alcuna prospettiva consolatoria, confermandosi un autore dallo sguardo unico.
Protagonista è un agente delle forze dell’ordine ancora inesperto e istintivo, arruolato in una task force riservata istituita per sorvegliare un individuo pericoloso dai comportamenti predatori. Quando l’operazione naufraga, l’uomo sceglie di proseguire l’inchiesta in totale autonomia, ignorando i vincoli procedurali.
Ne esce un ibrido tra giallo investigativo e cinema dell’orrore, torbido e disturbante, ferocemente polemico contro l’inerzia dello Stato caratterizzato da un groviglio di menzogne, reticenze, complicità e occultamenti che risale dai gradini più bassi fino a livelli di potere imprevedibili. Mescolando registri diversi — momenti quasi da farsa involontaria accanto a scene di un realismo spietato tipico dei telegiornali locali — Du Welz sovrappone piani onirici e concreti, guidando il protagonista verso una catena di sbagli, imboscate e iniziative solitarie sempre più autodistruttive, superando molti dei clichè del genere poliziesco e della narrazione true crime.