THE VIRGIN OF THE QUARRY LAKE

Il film candidato all’Oscar 2027 dall’Argentina racconta un momento sospeso, quello che precede una trasformazione personale e collettiva. Nell’estate del 2001, mentre il paese attraversa una crisi sempre più profonda, la diciannovenne Natalia (Dolores Oliverio) vive con la nonna Rita alla periferia di Buenos Aires e aspetta soprattutto di conquistare Diego (Agustín Sosa), il ragazzo di cui è innamorata.
A sconvolgere i suoi progetti arriva Silvia (Fernanda Echevarría), più grande, sicura e affascinante, capace di attirare immediatamente Diego. È lei a introdurre Natalia e le amiche Josefina e Mariela a una cava abbandonata trasformata in un luogo segreto dove nuotare durante le giornate più torride. Quello che dovrebbe essere un rifugio estivo diventa però il territorio della gelosia e della crescente rabbia di Natalia.
Laura Casabé ricostruisce con grande precisione l’Argentina di quegli anni: le conversazioni nelle vecchie chat, i blackout improvvisi, il caldo soffocante, il vento secco e le nuotate nella cava. Piccoli dettagli che danno al film una forte dimensione sensoriale e fanno percepire costantemente un mondo sul punto di rompersi.
Parallelamente, il realismo lascia filtrare qualcosa di oscuro e inspiegabile. Più aumenta l’odio di Natalia per Silvia, più sembra che la sua volontà possa interferire con la realtà, mentre improvvise esplosioni di violenza alimentano l’incertezza sulla natura dei suoi poteri. Oliverio rende perfettamente questa ambiguità, facendo convivere innocenza adolescenziale e una forza sempre più minacciosa.
Ne nasce un coming-of-age lirico, inquietante e attraversato dal realismo magico, nel quale la maturazione di Natalia coincide con l’avvicinarsi del collasso argentino. Due trasformazioni che Casabé fa procedere insieme fino a rendere quasi indistinguibili il tumulto interiore della protagonista e quello del paese che la circonda.

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