
Che dire? Il miglior film della carriera del quasi ottantenne Wenders, e non è cosa da poco, un’opera ironica, minimalista ed essenziale, il trionfo della semplicità e un inno mai retorico o autoreferenziale all’importanza delle cose banali, ma belle (i libri, la musica, il cibo, scattare foto, coltivare piante). Un’opera fieramente analogica e anacronisticamente ottimista, molto lontana dai temi ricorrenti di Wenders, interpretata magnificamente dal fantastico Kōji Yakusho. Giustamente candidato agli Oscar 2024 dal Giappone come miglior film internazionale.
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