SMOKE SAUNA SISTERHOOD

L’opera più (intelligentemente) femminista del 2023 è estone ( giustamente mandata agli Oscar 2024) e sta a metà tra il film e documentario.
La regista, al debutto, Anna Hints, piazza la camera dentro una sauna che diventa una sorta di “confessionale laico” per un gruppo di donne che inizia a raccontare dettagli relativi alla loro vita presente e passata: sesso, affetti, malattie, aneddoti lavorativi, crisi familiari, un flusso di coscienza interrotto solo da momenti “aulici” (visivamente strepitosi) utili per sottolineare il ruolo “sociale” e “mistico” della sauna in quei paesi (in Estonia, Finlandia, etc, la sauna è un luogo che accomuna i quattro elementi naturali e recentemente è riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco). Più che un documentario sulla tradizione della sauna, Smoke Sauna Sisterhood diventa così una riflessione sulla condivisione del dolore e sulla possibilità di trasformarlo attraverso la parola. Il sudore, il vapore e l’acqua gelida del lago assumono un valore simbolico evidente ma mai artificioso: non cancellano le ferite, ma permettono di riconoscerle e di conviverci. Il risultato è un’opera di rara intimità, capace di essere al tempo stesso profondamente radicata nella cultura estone e sorprendentemente universale. Tra documentario osservazionale, rituale collettivo e confessione emotiva, il film di Anna Hints riesce a trasformare uno spazio chiuso e minuscolo in un luogo dove trovano posto alcune delle esperienze più vaste e complesse dell’esistenza umana. Atipico e interessante.

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