
il candidato danese all’Oscar 2024 come miglior film internazionale è, al tempo stesso, una interessante lezione di storia e un convincente western crepuscolare. Da un lato infatti racconta la faticosa transizione del Paese dall’arretratezza alla “modernità”, dall’altro prende in prestito tutti i topos classici del genere (la frontiera, il buono, il super-cattivo, i losers che si alleano per contrastarlo, gli scontri armati) utilizzandoli al meglio. Mikkelsen convince come al solito, ma la migliore del gruppo è la volitiva Amanda Collin.