
Una delle prove più insolite della filmografia di John Carpenter, che riesce a costruire un romance sorprendentemente sincero, utilizzando l’elemento alieno e la fuga come strumenti per raccontare soprattutto la nascita di un sentimento.
La storia parte da un contatto extraterrestre: un essere proveniente dallo spazio raggiunge la Terra dopo aver intercettato un messaggio inviato dall’umanità, ma precipita negli Stati Uniti e assume l’aspetto di Scott, il marito defunto di Jenny Hayden. La donna, inizialmente terrorizzata, è costretta ad accompagnarlo in un lungo viaggio verso il punto in cui potrà ricongiungersi alla propria specie.
Il cuore del film è naturalmente il rapporto tra i due protagonisti. Jeff Bridges interpreta un alieno ingenuo e curioso, quasi completamente estraneo alle regole degli esseri umani, mentre Karen Allen dà a Jenny una vulnerabilità molto più concreta. La loro relazione nasce da una situazione assurda, ma Carpenter evita di renderla artificiale: Jenny non si innamora davvero del marito che ha perso, bensì della creatura che ne ha assunto le sembianze. È proprio questa distinzione a rendere il sentimento credibile.
Bridges è particolarmente efficace nel trasformare lo Starman in una figura innocente, quasi infantile, che osserva la realtà terrestre cercando di comprenderla. Jenny diventa progressivamente la sua guida, insegnandogli comportamenti, emozioni e abitudini umane. Allo stesso tempo, però, è lui a permetterle di superare il trauma della perdita e di tornare ad aprirsi alla possibilità di amare.
Parallelamente si sviluppa una componente più vicina a Incontri ravvicinati del terzo tipo: il governo cerca di rintracciare l’alieno, ma non tutti i suoi rappresentanti vogliono necessariamente distruggerlo. Il personaggio dello scienziato interpretato da Charles Martin Smith introduce infatti uno sguardo curioso e quasi meravigliato sull’arrivo dell’extraterrestre, in contrasto con l’atteggiamento più aggressivo delle autorità.
Nella filmografia di Carpenter, Starman rimane una delle opere più atipiche proprio perché dietro l’alieno, l’inseguimento e la fantascienza trova spazio una storia d’amore semplice, malinconica e profondamente umana. E che canzone stupenda…