
Insegnare dovrebbe significare trasmettere conoscenze, coltivare talenti e accompagnare i bambini nella crescita. Per Maria, maestra elementare interpretata da Saoirse Ronan (eccezionale), significa soprattutto cercare di sopravvivere alle giornate scolastiche. La sua classe è ostaggio di Danny, un bambino aggressivo e incontrollabile che terrorizza i compagni, interrompe continuamente le lezioni e rende impossibile qualsiasi attività didattica. Né la dirigente scolastica né i genitori sembrano particolarmente interessati a risolvere il problema, fino a che…
Con Bad Apples, suo esordio nel lungometraggio in lingua inglese, il regista svedese Jonatan Etzler trasforma questa situazione in una commedia nera feroce, costruita sulle contraddizioni del sistema educativo britannico. Quando una delle intemperanze di Danny provoca la frattura di un osso a un compagno, Maria perde definitivamente la pazienza e prende una decisione estrema: rinchiudere il bambino nel proprio scantinato, improvvisandosi insegnante privata attraverso metodi decisamente poco ortodossi.
La scomparsa di Danny produce però un effetto inatteso. Anziché preoccuparsi, insegnanti, genitori e alunni sembrano sollevati dalla sua assenza, preferendo ignorare ciò che potrebbe essergli accaduto. È proprio in questa indifferenza collettiva che la sceneggiatura di Jess O’Kane trova il suo bersaglio più interessante, denunciando una società incapace di affrontare i problemi strutturali dell’istruzione e pronta a considerarli risolti quando semplicemente scompaiono dalla vista. Finale esilarante e amabilmente catartico.